I luoghi Riserva naturale Cratere degli Astroni La Tenuta Astroni fa parte del gruppo dei 22 siti reali borbonici campani. Gli edifici sono situati in uno scenario naturale suggestivo che per secoli è stato utilizzato come riserva di caccia dei re di Napoli. Nel 1739 Carlo di Borbone fece costruire una sua residenza reale proprio sul luogo. Gli edifici costruiti consistono in un'ala residenziale adibita a casino di caccia, un'ala stalla e, più tardi, l'introduzione di una vasta cinta muraria. Galleria Borbonica E’ per volere di Ferdinando II di Borbone che nel 1853 viene scavato la Galleria Borbonica. La sua funzione doveva essere quella di collegare in maniera “rapida e discreta” Palazzo Reale con uno sbocco sul mare nei pressi di piazza della Vittoria, dove peraltro si trovavano le caserme delle milizie. In realtà però, il tunnel non svolse mai le funzioni per cui fu concepito: a causa di problemi tecnici (ossia delle problematiche morfologiche che rallentarono i lavori e costrinsero l’architetto Errico Alvino a rivedere il suo progetto iniziale) e successivamente alla morte di Ferdinando II nel 1859, i lavori rimasero incompiuti. La galleria si innesta in un sistema di pozzi. Questi erano scavati per diversi motivi: da una parte servivano per ricavare il tufo necessario alla costruzione dei palazzi sovrastanti, dall’altra erano fondamentali per l’alimentazione dell’acquedotto della Bolla, affinché fosse consentito il passaggio dell’acqua a quote inferiori rispetto a quella della galleria. E’ proprio in questo periodo,inoltre, che nasce la figura del “munaciello”: un uomo piccolo, munito di lampada a olio che saliva e scendeva sul “camminamento”, una serie di fori nel muro distanti una ventina di centimetri l’un l’altro, che gli permetteva di fuoriuscire sul manto stradale, o arrivare nelle case. Questa figura era talvolta “buona” quando lasciava soldi o doni nelle case delle signore, e talvolta meno buona quando rubava oggetti dalle case. Per proteggersi dall'umidità (e per non farsi vedere), di solito egli era coperto da una tunica, che a seconda dei giorni poteva essere o rossa o nera. Tale tunica gli affibbiò il nome di "munaciello", il piccolo monaco. Forse, proprio quel suo sbucare d'improvviso col buffo cappuccio, era motivo di spavento per i passanti, i quali scappando via urlavano "'o munaciello!". Museo Archeologico Nazionale di Napoli Sito nel cuore della città di Napoli, il Real Museo Borbonico nasce dalla volontà del Re Ferdinando IV, nel 1777, di destinare il palazzo seicentesco a sede del Museo Borbonico e della Real Biblioteca. Si andava così realizzando il progetto dei Borbone di creare a Napoli, capitale del Regno, un grandioso istituto per le arti, riunendo in un solo complesso il fondo librario e la ricchissima raccolta di antichità, appartenute ad Elisabetta Farnese, madre di Carlo III. Dopo l’esilio in Sicilia, i Borbone arricchirono il sito di nuove importanti collezioni, quali la Borgia, la Vivenzio, e parte della stessa collezione personale formata a Napoli da Carolina Murat. Nel 1816 il Museo fu inaugurato col nome di Real Museo Borbonico, mentre nel 1860, con l’Unità d’Italia, diventando proprietà dello Stato, assunse la nuova denominazione di “Museo Nazionale”. In occasione dei 300 anni di regno, è stato inaugurato nel maggio 2016 un programma di eventi dal nome “Il Regno ritrovato. Percorsi Culturali nella Napoli di Carlo di Borbone ”, in cui sono state messe a disposizione del pubblico straordinarie opere da lui promosse. Palazzo Salerno Palazzo Salerno prende il nome dal suo più illustre inquilino: il Principe di Salerno, Leopoldo (Giovanni Giuseppe) di Borbone, figlio di Ferdinando IV e Maria Carolina d'Austria, che vi dimorò per venticinque anni. È situato su uno dei lati di Piazza del Plebiscito ed è attualmente la sede del Comando Centro-Meridionale dell’Esercito. Fu costruito nel 1775, sul precedente Palazzo Croce, a seguito della politica di Ferdinando IV di Borbone e del ministro Tanucci di diminuire le proprietà e lo strapotere clericale nel Regno. Originariamente destinato ai corpi scelti dell’Esercito Napoletano, Palazzo Salerno divenne nel 1791 la sede del ministro Acton e poi dei ministeri di Stato fino al 1825, quando furono trasferiti a Palazzo San Giacomo, oggi sede del Municipio. Nel 1798 la facciata di Palazzo Salerno fu rifatta dall'architetto Francesco Securo, per renderla uguale a quella del dirimpettaio Palazzo della Foresteria, oggi sede della Prefettura. Per un periodo il palazzo ospitò anche il famoso Caffé Turco che, al pari del Gambrinus offriva il famoso cabaret napoletano, ed era ritrovo letterario ed artistico. Dopo l’annessione al Piemonte del 1860, Palazzo Salerno diventò sede del Comando Generale Militare delle Province Napoletane, e da allora Palazzo Salerno è stato sempre sede dei vari comandi militari succedutisi a Napoli.

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